La tendenza al miglioramento del mercato del lavoro prosegue. I dati diffusi oggi dall’Istat sull’occupazione a gennaio indicano un quadro ancora positivo: gli occupati raggiungono un nuovo massimo storico, il tasso di disoccupazione scende al 5,1% e quello di occupazione sale al 62,6%. La crescita riguarda anche il lavoro autonomo: in un anno gli autonomi e i titolari di partita IVA aumentano di 195mila unità.
Così Confesercenti in una nota.
Accanto ai segnali positivi emergono però anche alcuni elementi da monitorare. Aumenta infatti il numero degli inattivi, che rispetto a un anno fa crescono di circa 320mila unità, arrivando a quota 12,6 milioni. Si tratta di persone che escono dal mercato del lavoro o smettono di cercare un’occupazione e che, riducendo la platea delle forze di lavoro, contribuiscono anche alla diminuzione del tasso di disoccupazione. Inoltre, la crescita dell’occupazione continua a non accompagnarsi a un’espansione significativa dell’economia: i recenti dati sul Pil, fermo allo 0,5%, ne sono una conferma.
In questo quadro diventa fondamentale rafforzare la qualità del lavoro e della contrattazione. Occorre sostenere la contrattazione collettiva come presidio di legalità e di concorrenza leale, valorizzando i contratti sottoscritti dalle organizzazioni realmente rappresentative e contrastando con decisione il dumping contrattuale e i cosiddetti contratti pirata. Accordi che comprimono salari e tutele, alimentano il lavoro povero e producono effetti distorsivi anche sull’economia: nel solo terziario la perdita salariale complessiva legata al dumping è stimata in circa 1,5 miliardi di euro l’anno, risorse sottratte al potere d’acquisto dei lavoratori e ai consumi delle famiglie.
L’articolo Lavoro: Confesercenti, bene crescita, ora puntare sulla qualità dei contratti. Quelli in dumping sottraggono 1,5 miliardi di euro ai lavoratori proviene da Confesercenti Nazionale.
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